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Perché è importante capire bene come funziona la/una newsletter?

Capire come funziona una newsletter è fondamentale per diversi aspetti:

  • legati alla legalità del mezzo
  • legati alle strategie che utilizziamo per pubblicizzare quello che facciamo
  • per avere una certa ottimizzazione di risorse legate all'insieme.

Per certi aspetti, capire bene come funziona la newsletter, è come capire come stiamo investendo nel mercato perché un'attenta analisi dei dati di ritorno che abbiamo dal mezzo, ci permette di avere o meno conferma di essere nella giusta direzione. È un po' come avere una macchina, in cui fare i tagliandi e controllare lo stato generale del mezzo ci permette di capire quanto può esserci di aiuto ancora. Utilizzare in modo inadeguato il sistema della newsletter potrebbe essere visto come un serbatoio bucato del mezzo in cui si spende per mettere benzina ignari del guasto e dello sperpero in corso.

la newsletter come strumento di comunicazione

La newsletter da un punto di vista legale

La newsletter da un punto di vista legale deve essere trasparente

Il nostro cliente si iscrive al servizio, inserisce dei dati, che di solito sono nome e mail obbligatori, altri dati facoltativi, in base al settore che trattiamo, e accetta delle condizioni di utilizzo. Riceve una mail di conferma con un link, chiamiamolo di verifica, che se cliccato porta a compimento l'iscrizione. Per un utilizzo ideale della newsletter dobbiamo fare molta attenzione alle condizioni di utilizzo che il cliente accetta, perché devono essere a norma di legge ma soprattutto devono chiaramente tutelare la privacy dell'utente. Dobbiamo essere chiari sul servizio che intendiamo fornire, se mensile, settimanale se legato ai nostri servizi o anche a quelli di nostri partner. A volte si crede che il cliente accetti a prescindere, ma non è vero... molti clienti leggono cosa proponiamo e se non è chiaro cosa facciamo con il loro indirizzo, preferiscono non avere il servizio.
L'accettazione della normativa della privacy è obbligatoria solo nell'utilizzo di newsletter e se si salta questo step si rischia una multa salata (15 mila euro circa)...Perché molti siti la mettono anche nel form contatti? Non facciamo il banale errore che molti avvocati ci consigliano di fare, non mettiamo condizioni da accettare che implichino un'autorizzazione a divulgare a terzi gli indirizzi perché questo è un muro che alziamo con il nostro potenziale cliente e quando se ne accorge ci cancella subito dalle sue preferenze.
Una newsletter ottimale è diretta, face to face. Io fornitore scrivo a te cliente dei miei lavori/servizi/progetti/prodotti e niente più!... nessun dato venduto o fornito a terzi, per nessun motivo.

La newsletter da un punto di vista commerciale.

Abbiamo parlato spesso dell' importanza commerciale della newsletter , una comunicazione diretta con i nostri clienti, un messaggio dritto dritto che arriva nella casella mail di chi ha espresso il desiderio di averla, senza intermediari, senza ammucchiamenti con altre pubblicità (vi è familiare una cassetta portalettere piena di volantini che scocciati buttiamo senza guardare?). Attraverso la mail ricordiamo che siamo operativi, che siamo aperti, che abbiamo delle offerte, degli sconti, dei nuovi arrivi. Come non vedere la forza della newsletter in tutto questo? Perché le aziende non sfruttano bene ogni potenzialità di questo servizio ai clienti?
Da un punto di vista commerciale la mail permette organizzazione, permette analisi di mercato dettagliate, permette di entrare nelle case dei nostri clienti, permette di capire cosa si aspettano da noi, come e in che tempi... è solo da gestire e organizzare con professionalità e costanza.
Da un punto di vista commerciale dovrebbe essere evidente l'importanza di costruire un database di nomi di persone interessate perché un'attenta analisi ci permette di individuare le migliori offerte e, potenzialmente, di fare delle attente e mirate strategie di cross selling, con pacchetti specifici. La newsletter da un punto di vista commerciale ci permette di fidelizzare perché indirettamente ci fa conoscere il nostro cliente e ci permette di potergli offrire dei prodotti che realmente cerca, con il miglior prezzo possibile.

Le grandi aziende e le strategie commerciali

Come farebbero le grandi aziende, i grossi brand ad imporsi nel mercato senza un'analisi degli acquisti? o meglio uno storico del venduto? A nessuno è mai passato per la testa che, il fatto di fare uno scontrino fiscale dettagliato o di fare fidelity card con premi a fine anno, siano solo analisi di mercato? Un supermercato può, così, capire quanto di un prodotto è stato venduto, in che tempi, se la vendita si concentra in certi periodi, quando l'utente medio fa la spesa, come concentra o meno gli acquisti, se legge i volantini o se fa una spesa disordinata quando gli serve. Tutti questi dati permettono di fare delle associazioni strategiche sia di prezzo che di proposte.
Avete mai pensato che spesso vicino ai pannolini dei bimbi ci sono le birre per il papà? Queste sono tutte strategie di mercato che possono essere analizzate da dati concreti intrecciati in base a come sono raccolti. Del resto, vi è mai capitato di fare una spesa toccata e fuga per prendere 2 cose e spendere più della spesa settimanale, per aver preso della birra o del vino situati in "offerta" vicino alla cassa?
Ora la forza di una PMI non è tale da avere risorse come un grosso gruppo di supermercati, ma adattando le possibilità e scegliendo del personale capace, è possibile analizzare i dati degli invii della newsletter e di controllare se, con un invio, vendiamo di più o se, con un invio, vendiamo particolari prodotti. Possiamo analizzare le associazioni che il cliente fa e, se siamo abili, proporle ad un prezzo di favore grazie a stoccaggi precisi, o proporle in offerta alternata, se il prezzo è già di suo vantaggioso.
 

La newsletter da un punto di vista dei dati di invio

La newsletter deve essere analizzata anche da un punto di vista dei singoli dati. Se vogliamo usare il mezzo per il nostro business, dobbiamo anche fare delle analisi incrociate con la variazione degli accessi che si dovrebbero vedere durante il periodo d'invio del messaggio, dati che ci vengono forniti da google, e la gestione dei dati interna al sistema della newsletter stessa. Siamo certi di inviare a tutti le mail? Abbiamo conferma dai dati che la nostra mail arrivi a tutti o l'incremento degli accessi è minimo? Se per qualsiasi motivo l'invio s'interrompe come ho la certezza di aver inviato il mio messaggio? Se riprendo l'invio rischio di mandare più volte lo stesso messaggio allo stesso cliente? amdweb sotto questo aspetto propone un sistema di controllo dell'invio.

lanewsletter.net come servizio amdweb

Se il provider s'intasa e blocca l'uscita delle mail, lanewsletter.net si interrompe dando però la possibilità di riprendere l'invio da dove si è interrotto. Da un'analisi fatta con dei clienti che usavano client di posta tipo outlook o sistemi concorrenziali, abbiamo appurato che non sempre gli invii erano completi e nessun dato avvisava il cliente/utilizzatore della mancanza. Abbiamo appurato questa situazione confrontando i nostri invii con i loro e abbiamo visto che con il nostro sistema la mail era vista da circa il doppio delle persone, notando più interruzioni del servizio, quindi appurando che tante volte il messaggio non era inviato a tutti con i sistemi tradizionali o concorrenziali. La forza del nostro sistema proposto, cioè il poter riprendere da dove si stoppa ci ha permesso di recuperare molti indirizzi. I clienti stessi hanno manifestato il loro interesse ringraziando della ripresa del servizio (in realtà non era una ripresa, è solo stato ottimizzato controllando che gli invii siano effettivi).

La newsletter da un punto di vista economico

La newsletter da un punto di vista economico è un mezzo che permette di risparmiare molte risorse, sia economiche che gestionali, soprattutto se confrontata con i canonici mezzi di comunicazione come giornali, volantini, radio, tv.

Certo il bacino di utenza è diverso, perché un giornale arriva a molte più persone dato che comunque non garantisce niente, ma se il lavoro di costruzione è mirato ad acquisire nuovi dati ci sono davvero tante strategie significative. Per parlare della newsletter da un punto di vista economico, però, dobbiamo aver chiaro il suo funzionamento e gli aspetti di cui abbiamo parlato sopra. Ci sono molte aziende che propongono sistemi di invio mail, senza specificare chiaramente gli aspetti legali dell'invio, e ci sono applicativi gratuiti che, su tanti aspetti, come l'accettazione delle condizioni, non sono chiari. Molti sistemi non prevedono l'archiviazione del dato dopo l'accettazione attraverso la mail di conferma ricevuta durante la procedura, ma è sufficiente inserire il dato e cliccare il "registrati" senza considerare che gli scherzi o i dispetti potrebbero avere serie conseguenze. Altri sistemi di invio funzionano solo importando un database quindi prevedono un certo lavoro manuale (con che percentuale di errore?).

Costi del servizio lanewsletter.net amdweb

amdweb da un punto di vista economico propone lanewsletter con un costo di € 100 di attivazione una tantum ed un costo annuale per 15 invii di 5000 mail circa di 42 euro al mese, 500 euro all'anno. (15 invii calcolando uno al mese per le offerte, uno durante le principali feste). È giusto capire cosa si compra ma soprattutto è giusto capire cosa non si compra spendendo meno di 100 euro per software di invio che non gestiscono la cancellazione o la modifica dei dati del cliente. Altro aspetto da evidenziare (punto sopra: La newsletter da un punto di vista dei dati di invio) è la ripresa dell'invio dal punto di sospensione, cosa non sempre possibile con altri sistemi o semplicemente nemmeno rilevabile.

Questa pagina è stata inserita nel sistema il: 02/03/2013 08:55:18
L'ultimo aggiornamento: 26/05/2015 10:31:15
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