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Come faccio a far conoscere il mio sito?

Di solito ci si pone questa domanda dopo aver fatto il sito e dopo mesi di attese e delusioni per un contatto mai arrivato. Come faccio conoscere il mio sito? >Si inizia a chiedere, a leggere, a cercare on line, si vorrebbero conferme o alternative, ma il problema nasce a monte di tutto, è un lavoro da fare in fase di progettazione perché è un'operazione in cui si deve investire prima di iniziare a fare il sito per dare modo alla struttura di essere idonea a supportare il lavoro di un esperto SEO.
 

Ci sono diversi modi per fare conoscere il nostro sito che dipendono un po' da quanto e come vogliamo investire, ma di fondo per far conoscere il nostro sito dobbiamo partire da un presupposto di chiarezza e di idoneità del progetto e soprattutto dobbiamo pensarci nella sua fase embrionale di sviluppo.

Per far conoscere un sito, in pratica, dobbiamo prima di tutto preoccuparci di fare contenuti esaustivi e completi, assicurarci che chi entra sia in grado di capire cosa facciamo, dove siamo e come eventualmente contattarci. Dobbiamo dare una serie di idee di fondo, dobbiamo coinvolgere il visitatore e fargli trovare quello che potenzialmente cerca. (Piccola premessa: solo noi sappiamo cosa offriamo, quindi questa parte è un lavoro di confronto con chi commissiona e chi fa il sito che per quanto esperto non può conoscere il nostro mestiere).
Di fondo, quindi , per far conoscere il nostro sito serve un sito completo e fatto per chi lo visita, senza troppi sfronzoli, con grafiche che aiutino a leggere e vedere quello che proponiamo, senza "sgargianterie" e troppi sbalzi di colore che di solito destabilizzano gli equilibri.

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Solo dopo c'è una fase di potenziale altro investimento per un pay per click o per altre strade pubblicitarie, ma se non abbiamo contenuti, foto, testi a cosa serve portare gente nel sito? Dobbiamo smettere di pensare che il semplice slogan attragga il visitatore. Molti strateghi infatti, propongono poche scritte con la giustificazione che se un cliente è interessato comunque contatta, ma alla fine se ci ragioniamo un po', perché dovrei contattare un'azienda, un venditore, un negozio per sapere cose che altri mi scrivono nel sito?

Contenuti esaustivi agevolano il visitatore

Il visitatore vuole conoscere la risposta adesso, non vuole essere contattato in orario di lavoro o in momenti in cui non è libero di parlare, per cui preferisce trovare le risposte e farsi un'idea di massima, nei suoi spazi e nei suoi tempi, poi eventualmente contattare.

Pagine scarne con un modulo contatti in bella vista possono essere soluzioni valide in certi contesti in cui si propone qualcosa di preciso in un contesto comunque completo e fatto bene, ma non possiamo considerarla una regola, anzi a volte è proprio il contrario, di solito è una strada che non funziona.

Se la prassi dell'investire il meno possibile parla di mettere on line un sito in pochi giorni, la strada corretta per farlo conoscere parla di una cura quasi maniacale nella stesura dei contenuti, per parlare di tutto quello che facciamo e di come lo facciamo, cose che, se ci pensiamo bene, chi non conosce la nostra azienda non può sapere .

Un sito fatto in pochi click in 2 giorni, non è un sito aziendale, ma un modo per buttare soldi e se cerchiamo soluzioni per un lavoro iniziale fatto così è meglio che iniziamo a pensare di rifare il tutto.

Una volta chiarita l'importanza di fare delle basi solide possiamo pensare a molte soluzioni per promuovere o far conoscere il nostro lavoro iniziando da una serie di profili nei social network proseguendo con un utilizzo costante di mail, sms, attraverso newsletter con promozioni e offerte. Dobbiamo parlare anche di supporti alternativi, con portali del settore o con l'utilizzo di canali esterni al web come carta stampata o tv, ma poi, dipende un po' anche dai costi che vogliamo affrontare (iniziamo a parlare di cross marketing).

Ogni strategia dev'essere studiata ed ideata su misura per evitare standardizzazioni irrazionali che possono avere ripercussioni in primis economiche (non resa= sperpero).

Il confronto visivo è facile da fare, perché parliamo di un vestito che abbiamo ma che non è buono per ogni situazione, dobbiamo piuttosto aver chiaro cosa facciamo e agire di conseguenza. Un'azienda che vende auto non ha le stesse strategie di un'azienda che fa software o che propone abbigliamento. Ecco quindi una serie di alternative schematiche ma che dobbiamo adattare al nostro quotidiano cercando di studiare in primis la strategia ideale e poi capire come la possiamo adattare alle nostre possibilità. Si inizierebbe così a vedere gli investimenti in prospettiva, e non fine a se stessi.

Come pubblicizzo il mio sito?

Vediamo a macro step una possibile soluzione.

Il punto di partenza, già definito sopra è quello di fare uno step iniziale curato, quindi nessun lavoro in pochi giorni o, peggio, con un'agenzia che pensa lei a tutto. Cura dei contenuti, cura delle descrizioni, delle foto di ogni prodotto o servizio. Appena messo in rete si inizia a monitorare il progetto con gli strumenti per web master di google che ci danno delle semplici indicazioni su accessi, tempistiche, permanenza, ritorni e rimbalzi.
Già da questo passaggio possiamo iniziare a capire l'andamento del sito e capire se è apprezzato o meno. Le prime visite sono di amici e conoscenti, sono accessi casuali portati da profili di amicizie nei social ma proprio per questo abbiamo un dato importante, chi visita quanto resta? Se i tempi sono miseri, sotto i 30 secondi, è facile che sia una sbirciatina ma dobbiamo iniziare a rivedere quanto scritto perché se abbiamo un progettino con 30 pagine e dei prodotti non sono sufficienti 30 secondi per fare un veloce zapping interno quindi significa (in linea di massima) che non c'è materiale accattivante.
Siamo in una fase delicata perché serve in primis il nostro tempo, il nostro occhio esperto e dobbiamo fare noi un'analisi molto scrupolosa: cosa e come c'è scritto nel sito?
Ecco i primi report, perché con la nostra esperienza ci rendiamo conto se presentiamo bene il progetto o se siamo noiosi e non diciamo niente di interessante. Questa fase ci permette di "raddrizzare il tiro" come si dice, e di iniziare le prime operazioni di aggiustamento. Quando vediamo una certa stabilità possiamo passare alla fase successiva di promozione.

Quanto sono importanti i dati per fare pubblicità?

Il dato sommariamente descritto è fondamentale per capire come il visitatore vede il nostro progetto e come si orienta all'interno del sito,

quanto sono importanti i dati per fare pubblicità?

Tantissimo, i dati sono molto importanti per fare pubblicità, perché ci danno indicazioni sugli "ascolti" che abbiamo e sull'efficacia che ha quanto abbiamo scritto. Se un sito ha 500 accessi al mese di 5 secondi di media, non è un buon segno perché significa che viene trovato ma che non è assolutamente interessante e lo si dovrebbe anche capire da una percentuale di ritorno bassissima. In questo scenario i dati per fare pubblicità sono importanti perché ci permettono di capire come ci vede chi visita e se abbiamo lacune è senza dubbio meglio sistemarle prima di investire per proseguire. Di fondo un sito con molti accessi, ma senza contatti non serve a molto,ma senza accessi è difficile arrivino i contatti.... quindi è importante equilibrio e saper trovare il giusto compromesso con l'insieme.
 

Questa pagina è stata inserita nel sistema il: 26/10/2012 11:25:50
L'ultimo aggiornamento: 17/03/2017 12:04:03
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