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Effetti di un sito fatto male

Capire gli effetti di un sito fatto male è importante in ambito aziendale perché a volte non è chiaro il significato dell'avere un sito e non è per niente chiaro gli sbocchi che il sistema può avere. Un sito fatto male, e sono diversi gli aspetti che possono contribuire a questa etichetta, è un sito che non comunica la corretta immagine aziendale e rischia di rendere sterili i vari investimenti che hanno permesso il nostro sviluppo e la nostra professionalità.

Effetti di un sito fatto male: non rende, non ha visite, né accessi o contatti

Cosa significa sito fatto male?

Il significato di sito fatto male è molto vasto perché possono essere molte le cause di un lavoro non soddisfacente; cerchiamo di evidenziare aspetti oggettivi che possono essere evitati o per lo meno presi in considerazione, prima di iniziare un sito web.

Partiamo da un denominatore comune:
in genere un sito è fatto male quando si commissiona a chi non ha esperienza.

Sembra ovvio e banale, ma quante volte sentiamo lamentele per siti fatti da amici o parenti che si dilettano al sabato? Questo aspetto è senza dubbio un primo ingrediente che può contribuire a marchiare il sito come "sito fatto male", perché per ovvi motivi chi lo fa per passione è un esecutore, usa un software o un cms e in pochi step mette in rete il lavoro. Non c'è uno studio alla base, né una piccola indagine di mercato, rimangono oscuri concetti come SEO, posizionamento, navigabilità: l'unica priorità è l'estetica, aspetto che a volte è davvero insignificante.

La piattaforma

La piattaforma è un punto di partenza molto importante da analizzare e se non è su misura è il primo indice di insuccesso (o per restare in tema è il primo indice di sito fatto male). Per sito fatto su misura in questo caso non intendiamo fatto a mano, ma studiato e realizzato "per noi". Non è detto che un sistema open source sia sbagliato, non è detto che un software non sia una soluzione ideale, ma deve essere la miglior soluzione nel contesto in cui si deve usare e non deve essere un modo per non spendere soldi e per risparmiare (o perché è l'unico modo che si conosce). Chi non ci consiglia in modo adeguato in genere non lo fa con cattiveria ma ci da consigli da non professionista, cercando quindi il compromesso che gli fa più comodo, conosce solo quella strada e per lui è la migliore.

SEO e posizionamento

Ecco un altro aspetto delicatissimo che, senza dubbio, contribuisce ad etichettare un sito come fatto male: il posizionamento!

Cosa significa posizionare un sito? Significa renderlo visibile, significa che cercando "azienda che fa siti" trovate amdweb e così deve essere per le potenziali ricerche nel settore in cui si opera. Posizionare non è quando il sito si trova con il nome del dominio che abbiamo comprato, non è posizionare quando il sito si trova con le mappe, non è posizionare quando si fanno ricerche specifiche che includono nomi propri (interessante approfondimento se cercate con google "seo spaghetti e mostarda"). Il posizionamento merita un approfondimento perché nel 99% dei casi di personaggi del sabato che fanno siti, non c'è nessun lavoro specifico, aspetto che rende vana la presenza nel web.

Un sito è fatto male quando non è trovabile e quando non ha accessi soddisfacenti.

Posizionamento, seo, visibilità sono sinonimi di testi fatti bene, esaustivi, scritti soprattutto da professionisti del web che riescono con una pagina a parlare a google, e a chi legge. Per fare un esempio concreto sono quei testi che si leggono in un respiro, non pesa la loro lunghezza a quando si è finito si è consapevoli di saperne di più, perché sono stati chiari e piacevoli. Molti contestano la lunghezza delle pagine, perché vorrebbero in poche righe trasmettere l'esperienza che hanno fatto in 30 anni di attività o addirittura in generazioni. I testi sono un ingrediente cruciale, e se chi vi fa il lavoro sottovaluta questo passaggio, sta facendo un sito fatto male!

Perché non si spiega mai bene l'importanza del seo?

Non si spiega mai bene l'importanza del seo perché servono competenze specifiche per farlo e in genere i costi sono molto consistenti. un sito ben visibile parte da un costo minimo di almento 8/10 mila euro e questo è un problema, non da meno, se non si ha esperienza, non si posiziona e possiamo facilmente capire l'imbarazzo di chiedere certe cifre senza avere una base di certezza di successo, quindi meglio sorvolare e pensare alla grafica, a immagini che si muovono e spostare l'attenzione ad aspetti secondari.

Il movimento nel sito, spesso destabilizzante

Anche il movimento nel sito è un ingrediente che tende a catalogare il sito come fatto male, perché il movimento, in certi contesti, non è piacevole e sembra mettere fretta, induce in confusione e non aiuta la navigabilità. non è valido come discorso generale, dobbiamo sempre contestualizzare, ma partendo dal presupposto che cerchiamo di parlare a enti, aziende, PMI, professionisti, in cui il sito deve essere visto come strumento di lavoro, in linea di massima meglio dosare bene il movimento.

Lo sviluppo post produzione

Ecco un altro step delicato e molto sottovalutato. Una volta messo on line il sito chi ci pensa? Chi aggiorna? Chi scrive nuovi testi? È un argomento che si tende a non considerare perché intanto si fa il sito e dopo si vedrà... ma chi è del settore, chi fa questo per lavoro non lascia le cose al caso e cerca di ponderare ogni cosa prima di far spendere soldi ai clienti. Se il sito si lascia da solo, è ovvio che non potremmo avere risultati nel tempo, piace all'inizio, una bella novità che poi pian piano stanca e non da nel tempo nessuna news. Un sito così non è tanto fatto male nella parte esecutiva, ma è fatto male nell'aspetto strategico. Serve una forte visione d'insieme e serve saper coordinare il cliente, l'azienda e il sito.

La grafica, a volte il primo effetto di un sito fatto male

Anche la grafica "troppo bella" a volte è un danno perché se messa nel contesto sbagliato può essere fuorviante. Il punto centrale deve sempre essere il nostro business non il contorno. Vi capita mai di cercare un prodotto, sito bello, grafica curata e foto più piccole di un francobollo, magari pure di prodotti che costano 2/3 cento euro? Ecco un esempio concreto di una grafica che non considera gli obiettivi, bella ma fuori luogo! Serve una forte visione d'insieme, una strategia e competenza per raggiungere gli obiettivi! Per questo è importante uno studio d'insieme e della fattibilità del progetto, perché si fa un progetto e si lavora a step per realizzare quanto definito, dando le giuste priorità agli ingredienti che servono veramente. Se stiamo promuovendo qualcosa, è giusto mettere un piacevole contesto grafico, ma il fine ultimo è valorizzare quanto stiamo proponendo!

Effetti di un sito fatto male

Se pensiamo che la nostra presenza nel web possa essere importante per lo sviluppo e la crescita della nostra azienda dobbiamo fare molta attenzione a questi aspetti perché chi non cura il sito non dà una buona impressione e spesso si preferisce cercare altrove un competitors. A volte un sito fatto male è una mancanza, un po' come la sporcizia in un punto vendita. Purtroppo non è vero che basta esserci, a volte esserci nel modo sbagliato significa essere fuori posto; il ragionamento può essere anche un altro: perché mi rivolgo ad un professionista esperto nel suo settore se lui non si rivolge a chi è esperto per fare un sito? Cioè tu professionista decanti le tue lodi con un sito fatto in casa e perché io cliente mi devo fidare della tua non coerenza?

Questa pagina è stata inserita nel sistema il: 15/06/2013 23:00:03
L'ultimo aggiornamento: 19/01/2018 11:35:15
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