Disagi nel sito: come li vive il cliente?
Quando si realizza un sito aziendale si tende spesso a valutare il progetto dal punto di vista interno, tecnico o estetico.
Molto meno frequente è invece chiedersi come vive il sito chi lo visita.
Ogni difficoltà incontrata durante la navigazione può diventare un disagio che influenza direttamente la percezione dell'azienda.
Un sito poco chiaro, lento o disordinato non crea soltanto un problema tecnico: crea distanza tra azienda e cliente.
Possiamo distinguere i disagi di un sito in due grandi categorie:
- disagi tecnici;
- disagi strategici e comunicativi.
Disagi tecnici nel sito
I disagi tecnici riguardano tutti quei problemi che compromettono il corretto funzionamento del progetto:
- pagine lente;
- link non funzionanti;
- errori tecnici;
- problemi nei moduli;
- checkout complessi;
- immagini mancanti;
- problemi da smartphone.
Molte volte questi problemi emergono nel tempo e proprio per questo motivo diventa fondamentale avere continuità operativa e supporto tecnico.
Un sito aziendale non dovrebbe mai essere visto come un lavoro “finito”, ma come una struttura che richiede controllo e gestione costante.
Disagi strategici e comunicativi
Esistono poi disagi meno evidenti ma altrettanto importanti.
Parliamo di problemi legati alla comunicazione, all'organizzazione delle informazioni o alla mancanza di chiarezza.
Per esempio:
- descrizioni incomplete;
- contenuti poco chiari;
- navigazione confusa;
- informazioni difficili da trovare;
- assenza di continuità tra le pagine;
- strutture pensate più per chi realizza il sito che per chi lo utilizza.
Questi aspetti non generano necessariamente errori tecnici, ma possono creare insicurezza nel visitatore.
Quando il cliente deve cercare troppo, interpretare o intuire, il sito perde efficacia.
Il cliente non analizza il problema: cambia sito
Chi visita un sito raramente si ferma a capire se il problema è tecnico o strategico.
Se qualcosa non funziona o crea disagio, nella maggior parte dei casi il visitatore semplicemente:
- torna indietro;
- cerca un'alternativa;
- rimanda la scelta;
- contatta un concorrente.
Per questo motivo ogni dettaglio del progetto contribuisce alla percezione dell'azienda.
La qualità del sito influenza la percezione aziendale
Un sito è spesso il primo contatto tra azienda e cliente.
Se il progetto trasmette ordine, chiarezza e attenzione, anche l'azienda viene percepita come organizzata.
Al contrario, pagine trascurate o poco curate possono trasmettere:
- insicurezza;
- disorganizzazione;
- scarsa attenzione;
- mancanza di continuità.
Questo vale soprattutto per aziende che lavorano sulla fiducia, sulla qualità del servizio o sulla consulenza.
Il sito deve essere visto con gli occhi del cliente
Uno degli esercizi più utili consiste nel guardare il proprio sito come farebbe un nuovo visitatore.
Per esempio:
- le informazioni sono immediate?
- i contenuti sono comprensibili?
- si capisce facilmente cosa fa l'azienda?
- i prodotti sono spiegati bene?
- la navigazione è intuitiva?
Molte criticità emergono proprio quando il progetto viene osservato con uno sguardo esterno e meno coinvolto.
Come ridurre i disagi nel sito
Per migliorare un sito bisogna prima capire da dove nasce il problema.
Se il disagio è tecnico serve intervenire sulla struttura operativa del progetto.
Se il disagio è comunicativo o strategico bisogna invece lavorare su:
- contenuti;
- organizzazione;
- percorsi di navigazione;
- chiarezza delle informazioni;
- esperienza del cliente.
Un sito efficace nasce dall'equilibrio tra tecnica, contenuti, organizzazione e strategie.
Con yost.technology affrontiamo il sito come una struttura operativa da mantenere ordinata, aggiornata e coerente nel tempo, riducendo attriti e difficoltà per chi lo utilizza.

