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Posso capire da solo se ho un buon sito?

Premessa doverosa: non è una guida fai da te, ma solo uno spunto di analisi per capire da solo/soli se ho/abbiamo un buon sito, che deve servire a prendere consapevolezza sul mezzo e capire se il lavoro che stiamo facendo nel web è quello che volevamo realmente fare o se stiamo andando in altre direzioni. Non è facile capire da soli se si ha un buon sito, per lo stesso motivo per cui non è facile fare un sito da soli.

" Il tempo porta sempre la verità. Peccato che non la porti sempre in tempo".
François De Laclos

Piccola riflessione: se cerchiamo "posso capire da solo se ho un buon sito?" significa che non abbiamo un partner che ci affianca molto trasparente e che abbiamo dubbi e domande sul percorso che stiamo facendo e questi dubbi sono già indice di un sito ce non corrisponde alle nostre esigenze. Vediamo alcuni spunti per capire in autonomia se abbiamo un buon sito.

Partiamo dagli obiettivi

Partiamo dagli obiettivi perché solo noi sappiamo veramente cosa vogliamo dal web e cosa vogliamo dal nostro sito. Chi più, chi meno comperiamo, siamo affascianti dal concetto

  • vedo
  • scelgo
  • compro
  • pago
  • ricevo

che caratterizza molte transazioni on line e per grazie al sistema virtuale pensiamo di poterlo fare anche con la nostra attività.

Di per se non è difficile fare un sito fine a se stesso, con poche ore, grazie a joomla, wordpress, drupal, 1&1, non si offenda chi dimentichiamo, possiamo essere operativi, con un buon template grafico e con una serie di prodotti belli e pronti da vendere. Cosa non torna? Non torna che abbiamo degli strumenti, ma non le capacità di usarli, perché per la stessa ragione con poco comperiamo cacciaviti e chiavi inglesi, ma non significa essere meccanici né elettricisti, né istallatori, con la stessa semplicità comperiamo pentole e coltelli ma non siamo né cuochi né camerieri. Non è una questione di fare, ma una questione più sottile di saper come fare.

Cosa significa fare un sito? Per noi cosa significa avere un sito?

Fare un sito è un'espressione talmente vasta che possiamo aprire la stessa discussione sul concetto di bello, di amore, di serenità, concetti cioè troppo vasti per trovare un contesto univoco e per essere banalizzati con poche parole. Fare un sito signifca tutto e niente, fare un sito significa fare piuttosto, quello che ci aspettiamo dal sito, analizzando il contesto economico e analizzando le prospettive.

L'obiettivo di chi legge, dovrebbe in questo contesto essere quello di trovare spunti per analizzare un sito esistente e capire se c'è una possibilità di convertire a successo un lavoro eseguito, o se vale la pena iniziare, e di capire se un partner scelto è valido per le nostre esigenze o se possiamo migliorare. Il primo step dell'avere un sito è capire se quello che ci aspettiamo è realizzabile, poi si passa alla fase esecutiva nelle sue sfumature.

Posso capire da solo se ho un buon sito?
Si senza dubbio, si può capire da soli se abbiamo un buon sito e non è così difficile

Iniziamo da google: come ci troviamo?

Iniziamo a capire da google come ci trova il cliente, con che termini usciamo nelle prime pagine e con che termini vorremmo essere trovati. Facciamo per eseguire questa analisi un passo indietro e iniziamo a leggere il nostro sito cercando di capire se quanto scritto è coerente o meno con le aspettative, perché chiariamo un concetto: se nel nostro sito non parliamo di quello che facciamo, non possiamo comparire nelle pagine di ricerca di google. Se facciamo panini alla porchetta e nel nostro sito non ne parliamo, non possiamo pretendere che google capisca la nostra mission e ci proponga con la ricerca panini alla porchetta (interessante spunto su spaghetti e mostarda: cercate con google spaghetti e mostarda e troverete un lavoro amdweb, parodia di un contenuto posizonato e trovabile). Se dal nostro sito non emerge un concetto, non serve cercarlo con google perché siamo già certi che non è trovabile nella rete.

Partiamo dagli obiettivi e analizziamo se emergono dal sito, se vogliamo vendere scarpe fatte a mano, iniziamo a controllare se dal sito emerge questo concetto e in caso affermativo iniziamo a cercare con google scarpe fatte a mano. Se compare il nostro sito, siamo in linea e siamo nella strada giusta, se non ci siamo, abbiamo un lavoro da fare o rifare che consiste nel far trovare/apparire il sito con google cercando scarpe fatte a mano.

Un errore comune è quello di pensare che un cliente sia già dentro al sito, quindi pensare al comprare, scegliere le scarpe, il numero e passare al pagamento. L'errore nasce dal dar per scontato qualche passaggio, uno in particolare, cioè il fatto che non è chiaro come si arriva a poter comperare nel sito.

Questa analisi può essere fatta in autonomia, anzi, deve essere fatta in autonomia perché ci permette di capire e studiare come vogliamo essere trovati e come possiamo migliorare quello che c'è nel sito, partendo dal presupposto che solo noi abbiamo un contatto diretto con i nostri clienti.

Diventiamo clienti del nostro store

Un altra analisi che possiamo fare in autonomia, e con la massiama trasparenza è vivere il sito da clienti o meglio diventiamo clienti del nostro store, facciamo le procedure di registrazione se ci sono, vediamo se ogni passaggio è chiaro e comprensibile da tutti, vediamo quanto è facile acquistare nel nostro negozio on line o, se non vendiamo, vediamo quanto è facile reperire informazioni e notizie, iscriversi ad una newsletter piuttosto che mandare un messaggio o contattare l'azienda direttamente.

Nessuno meglio di noi può capire da solo se ha un buon sito e quanto non torna deve essere chiarito o modificato. Se il sito è fatto su misura, tutto deve tornare, se il sito è fatto da cms, scopriamo dei limiti giustificati da costi irrisori ma capiamo anche perché un sistema è gratuito e un altro no e capiamo perché un sito funziona e un altro no!

Dobbiamo accettare troppi compromessi? Significa che non tutti i clienti sono disposti a farlo, ma se noi in primis non siamo soddisfatti e noi per primi da clienti non ci troviamo bene, abbiamo già una prima analisi di poca soddisfazione che se associamo a pochi contatti o poche transazioni, traduciamo in spunti preziosi per capire da soli se abbiamo o meno un buon sito.

Come rimediare?

A volte per rimediare serve rifare soprattutto se il compromesso iniziale è stato lo spendere poco, a volte si tratta solo di lavorare per migliorare quanto fatto. amdweb in questo frangente consiglia sempre un progress costante perché permette continue analisi e continue modifiche in quanto il lavoro del web non è così statico come molti credono ma è un lavoro di comunicazione costante che deve accattivare il cliente, renderlo partecipe e consapevole di quanto facciamo. Serve fare, controllare, modificare o rifare e servere ripeterespesso questa operazione. Serve costanza e voglia di fare, tenacia e sempre l'umiltà di saper guardare con l'occhio del cliente. Vi dicono niente le migliaia di mail che arrivano di zalando o di amazon? Ecco un esempio di progress o di lavoro mai finito, ma ecco un esempio di successo nel web.

" Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso".
Nelson Mandela {R.I.P}.
Questa pagina è stata inserita nel sistema il: 16/12/2013 10:31:32
L'ultimo aggiornamento: 04/02/2014 10:29:32
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