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Perché usare le mail per fare pubblicità?

La domanda è molto sensata, specialmente se ogni giorno riceviamo mail spazzatura che cancelliamo senza guardare: quindi, perché usare le mail per fare pubblicità? Il concetto va visto però facendo un passo indietro e cercando di capire come la mail possa essere vista un punto di forza per fare pubblicità.

Perché usare le mail per fare pubblicità?

Un esempio

Proviamo fare un esempio concreto per capire meglio perché usare le mail per fare pubblicità: contattiamo una serie di fornitori per un prodotto per chiedere collaborazioni o stoccaggi di magazzino. Il contatto può avvenire in vari modi, cercando nel web il numero o cercando in pubblicità che hanno fatto. La prassi sarà chiamare e chiedere di un responsbile commerciale e la risposta nella media sarà di lasciare un numero per essere ricontattati. Se lo facciamo con 15 fornitori forse parliamo con 2/3 commerciali.

La prassi poi di ri-contatto è soggettiva nei tempi, per cui nei giorni successivi riceveremo con casualità delle risposte.
Il punto centrale del nostro esempio è questo: perdiamo molto, troppo tempo per avere delle risposte e spendiamo molte risorse perché quel tempo potrebbe essere ottimizzato per altre cose, senza contare la confusione che possiamo fare nel rispondere al telefono.

Vediamo lo stesso esempio utilizzando le mail

Contattiamo gli stessi fornitori con una mail e aspettiamo un giorno o due per le risposte. Tempo di ideare la mail, una per tutti, un sistema di invio centralizzato, o comunque un client di posta qualsiasi, visto il numero limitato di contatti e facciamo pure altre cose.

Archiviamo le risposte e dopo due giorni iniziamo a vagliare le risposte.

Ora lo stesso esempio vediamolo da fornitori che hanno un' offerta e devono avvisare i loro clienti, la situazione sarà uguale per quanto riguarda il contatto diretto, calcolando poi, che in base al settore, sarà complesso avere l'attenzione di un titolare o di un responsabile acquisti, specialmente in questo contesto economico e, se un lavoratore è concentrato nella produzione o ha clienti, non pensa minimamente a darci retta.

Piccolo particolare: non sappiamo niente né dell'offerta, né del prodotto cioè questa "repulsione" è a prescindere da ogni cosa.

Nei giorni successivi,chi per interesse, chi per la storicità del rapporto, chi per cortesia, ma non copriamo tutti i potenziali clienti, ci contatta per sapere a cosa siamo interessati, ma anche in questo contesto, le tempistiche e le risorse sono importanti.

Perché non usare una mail?

Dal nostro punto di vista, riuscendo a coordinare l'utilizzo della mail, un'azienda avrebbe un risparmio notevole di risorse e di tempo. Una mail si prepara per tutti i clienti, in pochi click si invia e, cosa innovativa, non fa perdere tempo a nessuno. Ecco la cosa bizzarra che non si considera della mail: arriva dentro ogni ufficio e non fa perdere tempo a nessuno. Un cliente la guarda quando ha tempo, anche dopo qualche giorno perché così sa di poter dedicare il tempo minimo necessario per leggere con attenzione quanto gli stiamo proponendo. Pensiamo ad un gommista che sta lavorando se può essere interessato alle nostre proposte, quando ha un cliente che cambia le gomme, pensiamo ad un meccanico che chiamiamo in orario di lavoro e non ha nemmeno il tempo per i suoi clienti, pensiamo ad un medico dentista che sta facendo un intervento. Come possono darci retta? ma soprattutto un contatto diretto come può arrivare al momento giusto?

La mail è una forma pubblicitaria alternativa, che arriva in modo diretto e personale al cliente. Può assumere nel tempo lo stesso significato di una telefonata, dipende da noi e dall'utilizzo che ne facciamo!

La mail o la carta stampata?

La mail, usata come forma pubblicitaria, può ovviare alla mancanza di tempo dell'utente finale: il tablet, lo smartphone o altri dispositivi che sono strettamente personali, possono essere consultati negli attimi "liberi" quindi superare il gap della telefonata, del volantino o della carta stampata in genere.
Un volantino o comunque un messaggio cartaceo, arriva sì a destinazione, ma non abbiamo nessuna certezza che arrivi nelle mani dei diretti interessati. Accumulati o messi da parte per essere letti, nella maggior parte dei casi finiscono per essere cestinati senza neppure essere guardati.
La mail, invece, se associata ad un piano marketing curato e dettagliato, se associata a clienti che vogliono riceverla, se associata a invii periodici e costanti, ha maggiori possibilità di arrivare al diretto interessato. Se utilizziamo, poi, un sistema di invio professionale, abbiamo modo di fornire al cliente tutti gli storici inviati.

Vista in prospettiva non si tratta di decidere se preferire la mail o la carta stampata (qui apriamo l'ennesima discussione su chi ha il computer, su chi preferisce leggere nella carta, su chi legge solo le mail ecc.) ma di integrare i sistemi per arrivare a dare un servizio al cliente finale sempre migliore e esempre finalizzato ad agevolare il contatto.

Meglio la mail o la carta stampata? ... ...
Meglio un servizio completo!

Come fare una buona campagna pubblicitaria con le mail?

Ecco un altro aspetto che deve essere considerato se si decide di usare le mail per fare pubblicità: come fare una buona campagna pubblicitaria con le mail?

Innanzitutto è doveroso partire dall'aver chiaro che la mail non è un gioco e non si può ragionare pensando che tanto un cliente la cancella quindi step principale: essere certi di inviare la nostra mail solo a chi vuole riceverla. Non facciamo l'errore di mandare mail a caso né di comperare database, illudendoci di poter trovare qualcuno interessato perché innanzitutto la resa è del 2% se non da meno, perché così si spendono soldi inutilmente quando potremmo lavorare su altre strategie a lungo termine, poi, aspetto sempre sottovalutato, la legge è chiara: dobbiamo avere l'esplicito consenso di un cliente per inviare le mail e questo non significa, come molti sostengono, che una regolamentazione sommaria della gestione dei dati autorizzi chiunque a comperare e vendere dati. Di ognuno dovremmo avere specifica autorizzazione, che può essere attraverso una singola iscrizione, o attraverso un documento cartaceo.

Chiarita in modo univoco la paternità dei dati che dovremmo avere, il lavoro è tutto un discesa perché se un cliente ci conosce

  • sa cosa trattiamo
  • sa che mandiamo una mail pubblicitaria
  • si istaura un "rapporto"
  • si evitano spam
  • si può fare un analisi dati concreta, quindi arrivare a personalizzare ogni comunicazione

Usare le mail per fare pubblicità: come evito lo spam?

Lo spam non è altro che la posta indesiderata, male che troviamo nel 70% in database comperati o in scorciatoie che esulano dal trattare con il nostro cliente che, in caso di spam, ci chiede lumi o si prodiga a correggere nel client di posta la posizione delle nostre comunicazioni.

Il problema dello spam che hanno le aziende, è da vedersi nella poca cura che si ha della gestione del database e la leggerezza con cui si usa lo strumento.

Non è lontano il tempo, comunque, in cui la legge interverrà con chi utilizza in modo improprio i dati altrui, quindi, iniziare con il piede giusto è senza dubbio la strada migliore, senza contare l'aspetto strategico, ancora più importante, perché se mando una mail a chi se l'aspetta per lo meno ho la certezza che la leggerà e da lì posso pensare a offerte mirate o una comunicazione che sia proiettata al cliente e non al nulla.

Questa pagina è stata inserita nel sistema il: 19/10/2013 09:49:38
L'ultimo aggiornamento: 13/03/2018 16:26:51
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