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Errori ortografici in un sito web

Le varie letture che ogni giorno facciamo nel web mettono in evidenza una questione importante: gli errori ortografici in un sito web. L'analisi che faremo è da vedersi in due sfumature:

  • da un punto di vista tecnico, quindi le conseguenze degli errori di ortografia di un sito per i motori di ricerca
  • da un punto di vista strategico: cosa pensa il cliente nel vedere tanti errori di ortografia?

A dire il vero, come spesso accade nelle nostre riflessioni, vogliamo anche avere un punto di vista esterno sia da clienti che da titolari dell'azienda perché se da una parte c'è la critica, a volte molto dura di chi legge, dall'altra c'è il lavoro umano che merita un po' di comprensione e di elasticità senza dimenticare che dietro a tutto ci potrebbe essere la mano di agenzie web non sempre preparate. Il punto di riflessione, contestualizzato negli errori ortografici in un sito web, nasce per far capire una cosa fondamentale nel contesto commerciale delle PMI, enti, associazioni o liberi professionisti: quando facciamo un sito parliamo a clienti, nuovi o vecchi, ma se facciamo lavori sommari, per qualsiasi motivo, a "pagare" è sempre il cliente finale, per cui è sempre nostra cura, come titolari, assicurarci di essere on line nel modo giusto e con il personale adeguato.

Da un punto di vista tecnico, quali sono le conseguenze degli errori di ortografia nei siti?

Premettiamo che il mondo del posizionamento non ha grandi certezze, ma da sempre i motori di ricerca, google in primis, si evolvono ed investono per dare un servizio migliore e anche gli errori di ortografia iniziano a rientrare tra questi parametri.

Ecco, infatti, un video dal canale di you tube di qualche mese fa del portavoce di google, Matts Cutt, che parla di come gli errori possono "infastidire", anche se forse il termine non è dei migliori, ma rende l'idea (poi vedremo perché):

Si inizia a parlare di livelli di lettura, che sono tra i parametri con cui google indicizza i siti e i suoi contenuti. Non si parla di sviste, ovviamente ci stanno, e non dimentichiamo che spesso l'occhio umano tende a correggere in modo automatico certe disattenzioni, ma parliamo di lavori sommari, scritti male, senza senso e zeppi di errori. Il riferimento è specifico, perché se ci sta l'errore "ogni tanto", una voce ufficiale di google ci specifica che meno sono meglio è, anche perché certi automatismi del sistema di catalogazione del colosso di Mountain view non sono comprensivi e non vedono le sfumature di colore, quindi o è bianco o è nero e l'errore di ortografia non ci dovrebbe essere.

Del resto l'idea di avere un sito non è tanto di buttar là dei contenuti per scrivere qualcosa, ma il contesto di avere un sito, dovrebbe essere vissuto come un qualcosa di quasi "sacro", step che parlano di come siamo, cosa facciamo e dovrebbero evidenziare la cura quasi maniacale con cui lavoriamo. Vista in questa ottica, che poi è l'ottica con cui google invita a fare il lavori nel web, l'errore di ortografia è un modo che mette in risalto una certa superficialità: non si scrive a tempo, né si scrive a caso e questo in particolare se vogliamo parlare di noi stessi.

Ora pensate di leggere poche righe nel sito amdweb che si presenta con molti errori di ortografia: che sensazione vi darebbe? Se inisiazzimo a svrivere così che senzo avesse il sito? Modi e forme sono basilari in primis per una corretta indicizzazione, ma anche per una forma di rispetto verso il cliente che legge.

Errori ortografici in un sito web

Come vive il cliente l'errore di ortografia?

Non è facile fare un commento che vale per tutti, perché chiunque in questo momento può mentalmente dire la sua, ma di certo l'errore, se ripetuto, porta a pensare a lavori sommari, fatti in fretta e senza dare il giusto peso al contenuto che si sta scrivendo. Certo, come detto sopra, non si tratta di colpevolizzare piccolezze o disattenzioni di poco conto, ce ne saranno sempre dove c'è l'intervento umano, ma si parla di penalizzare situazioni in cui sono troppo evidenti o comunque tanti. Il cliente finale non può non notare l'evidenza di pagine piene di errori e non può non pensare che il sito sia un ramo aziendale sottovalutato. Ecco perché sopra abbiamo usato il termine infastidire: se un cliente vede che nel nostro lavoro siamo sommari, come può scegliere la nostra azienda ed i nostri servizi?

Di certo, se è un "esperto" navigatore, capisce che se l'azienda investe nel web in modo coerente e serio non dovrebbe trovare troppi errori e la loro presenza, a volte, è un segnale di allarme che ci fa capire la poca cura del virtuale.

I contenuti che spesso non ci sono

Torniamo a trattare, in questo contesto, una questione molto spinosa, quella dei contenuti perché hanno un valore nel sito che mai nessuno, dalle nostre esperienze dirette, è riuscito a capire perché:

  • i testi parlano ai motori di ricerca e, come stiamo vedendo, in varie forme
  • parlano ai clienti/visitatori spiegando cosa facciamo e come
  • parlano di noi, quindi sono lo specchio di quello che siamo e di cosa facciamo

Spunti per riflettere...

  • Perché allora, non si tratta mai l'argomento dei testi in modo esaustivo?
  • Perché il 99% dei clienti che ci contattano non sono consapevoli dell'importanza che ha il testo nel sito?
  • Noi, in primis clienti, cosa guardiamo in un sito?

Sono considerazioni che dovrebbero far pensare perché a parte il fatto di far capire quanto è importante scrivere bene e senza errori, dobbiamo capire e far capire quanto importante è scrivere e quanto è importante, quando si fa un sito, pensare a chi non ci conosce, pensare a dare informazioni e soprattutto raggiungere nuove utenze. Ne consegue un'altra importante riflessione:

  • Chi ci dovrebbe fare il sito, perché non puntualizza questo passaggio?
  • Perché chi fa siti chiede ai clienti di scrivere i testi?
  • Perché chi si fa fare un sito accetta senza contestare di fare da solo i testi?

L'arte di scrivere nel web non è così facile da trovare e questo è un ingrediente che ci dovrebbe far riflettere quando scegliamo chi si occupa del nostro business virtuale: molti si dicono esperti, ma poi vediamo che in realtà ci sono troppi lavori sommari e pochi fatti bene. Chi pensa che scrivere sia facile, ci sta dicendo con timidezza che non lo sa fare e, banalizzando l'operazione, ci conferma di non aver chiaro l'insieme.

È comodo fare il sito tralasciando questo aspetto, è comodo compilare un software con informazioni generiche che facciamo fare al cliente, senza ottimizzare e senza responsabilità, ma è doveroso capire e sapere che questa situazione determina l'insuccesso del sito e di ogni aspettativa.

Un sito che non tratta in modo esaustivo i contenuti, cioè un sito che non scrive con cura quello che fa l'azienda è un sito insipido, senza senso e senza possibilità di successo. Quando ci si rivolge alla PMI, a enti, a professionisti, a piccoli imprenditori dobbiamo aver chiaro che il sito deve divenire uno strumento di lavoro e non ci sono risorse cospicue per portare nuovi clienti con pagine sponsorizzate o con altre forme pubblicitarie, solo il testo e solo la costante interazione con il pubblico porta nuovi visitatori. Se chi fa siti omette questo particolare, non merita la fiducia né merita di lavorare per voi. Poi segue tutto il resto, dalla grafica allo studio di una strategia, dai colori al controllo ortografico, che come visto, penalizza anche il lavoro SEO del progetto.

Questa pagina è stata inserita nel sistema il: 01/10/2013 09:01:02
L'ultimo aggiornamento: 13/03/2018 16:16:40
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